Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

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Bahaa Taher

Bahaa Taher nasce a Giza, nel 1936, da una famiglia originaria di Karnak, nell'Alto Egitto. Il padre e' un professore di arabo, la madre, pur non avendo compiuto studi regolari, rappresenta, per il futuro scrittore, una fonte inesauribile di storie sull'universo dell'Alto Egitto. Al Cairo, negli anni degli studi liceali e universitari, Taher vive, come i giovani della sua generazione, la lotta contro il colonialismo inglese e la monarchia egiziana, condividendo gli ideali che infiammano l'Egitto all'inizio degli anni '50: l'indipendenza dall'occupante straniero, un nazionalismo arabo ispirato ai principi di libertà e di giustizia sociale, la necessita' di una più equa distribuzione della ricchezza, l'adesione alla causa palestinese La rivoluzione nasseriana degli Ufficiali Liberi, nel'52, soddisfa solo in parte queste istanze. Se infatti, sul piano internazionale, il regime nasseriano assume posizioni decisamente antimperialistiche, con azioni come la nazionalizzazione del Canale di Suez, l'appoggio ai rivoluzionari algerini in lotta per la liberazione del loro paese dalla dominazione francese, la lotta per la liberazione della Palestina, sul fronte interno mostra ben presto il proprio carattere autoritario, l'intrinseca brutalità, la morsa soffocante in cui schiaccia ogni opposizione. In questa atmosfera di lacerante contrapposizione si forma la nuova generazione di intellettuali egiziani. Dopo la laurea in Storia nel'57, Taher inizia a lavorare come traduttore al Ministero dell'Informazione. Nel '59 e' assunto da Radio Cairo , per divenire in seguito vicedirettore del secondo canale, dedicato alla cultura. Nel '64 scrive il suo primo racconto, al-Khutuba (Il fidanzamento), seguito da altri, che vengono pubblicati su diverse riviste. La prima raccolta e' pubblicata nel'73, con il titolo del primo racconto. Dal punto di vista letterario, Taher appartiene a quella che viene chiamata la "generazione degli scrittori degli anni '60". Alla fine degli anni '60, Taher collabora infatti con la rivista "Galleria 68", che rappresenta la voce del '68 egiziano, il punto di incontro di questa generazione di intellettuali accomunati dalla volontà di un rinnovamento sociale e da una critica severa alle limitazioni delle libertà civile imposte dal regime nasseriano. Con la presidenza di Sadat, negli anni dell'Infitah, dell'apertura all'America e al capitalismo, questi scrittori, che nel periodo nasseriano erano stati considerati alla stregua di corrotti esistenzialisti borghesi, diventano ora, agli occhi del regime, dei comunisti e dei sovversivi. Negli anni '70, Sadat comincia a perseguitare gli intellettuali in opposizione alla sua politica filoamericana e non più filopalestinese. Questo clima pesante induce Taher a trasferirsi in Svizzera, dove lavora come traduttore a Ginevra per le Nazioni Unite. Nel 1995 torna al Cairo, dove partecipa da protagonista alla vita letteraria e culturale del suo paese. Nel 1998 lo scrittore riceve, al Cairo, il premio "Nagib Mahfuz". In Italia gli sono assegnati a Castel Goffredo il premio "Giuseppe Acerbi" nel 2001 e, a Cagliari, il premio "Francesco Alziator", nel 2008. Nel 2008 gli viene conferito, ad Abu Dhabi, l'Arabic Booker Prize per il romanzo Wahat al-Ghurub (L'oasi del tramonto, 2007) . Nel 2012 e' nominato Presidente onorario del Festival del cinema Egiziano ed Europeo, nella sua prima edizione a Luxor. OPERE Bahaa Taher ha pubblicato raccolte di racconti come Il fidanzamento (Al-Khutuba, 19673), Ieri ti ho sognato (Bi 'l-amsi halamtu bika, 1980), Io, il re, sono giunto (ANA al-malik gi't , 1985)' Sono andato presso una cascata ( Dhahabtu ila al-shellal, 1998), e i seguenti romanzi: A oriente del palmeto (Sharq al-nahil, 1985), Ha detto Doha (Qalat Duha', 1985), Punto di luce(Nuqtat al-nur, 2001) e L'oasi del tramonto (Wahat al-ghurub, 2007). OPERE IN ITALIANO Zia Safia e il monastero Traduzione e Postfazione di G Margherita, Roma, Jouvence, 1993 (Khalati Safiya wa al-dayr, 1991) L'amore in esilio Traduzione e Postfazione di P. Viviani, Nuoro, Ilisso, 2008 (al-hubb fi al-manfa', 1995).