Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Sarmada

Sarmada è una cittadina arroccata sulle montagne, nel sud della Siria. Il suo nome deriva da una radice araba che rimanda al concetto di eternità.

L'Autore, il giovane scrittore siriano Fadi Azzam, descrive eventi e riti quotidiani di Sarmada, vera protagonista del libro, attraverso la storia di tre personaggi femminili: Hila, Farida e Buthayna.

Il romanzo si apre con l'incontro casuale a Parigi, nel 2010, di Rafi Azmi, un regista siriano, con Azza Tawfiq, una professoressa di fisica quantistica alla Sorbona. Azza, libanese di confessione drusa, rivela a Rafi di essere la reincarnazione di Hila Mansur, una donna vissuta a Sarmada e assassinata nel 1968 dai fratelli per aver sposato un uomo estraneo alla comunità drusa.

Il lettore viene così introdotto nel mondo dei riti e delle credenze dei Drusi di Siria, con particolare riferimento a uno dei pilastri della fede drusa, la trasmigrazione delle anime.

Rafi torna a Sarmada, indaga sull'omicidio di Hila, trovando conferma della storia di Azza fra gli abitanti della cittadina, che ricordano ancora la vicenda di Hila, del suo amore senza speranza e del suo assassinio selvaggio.

Stregato dall'atmosfera di Sarmada, come sospesa nel tempo, Rafi ricostruisce la storia del secondo personaggio femminile del romanzo, Farida, una giovane bellissima che resta vedova il giorno delle proprie nozze, a causa di una pallottola vagante sparata per errore da un invitato alla festa. La sfortuna si accanisce su Farida che, alla vigilia del secondo matrimonio, perde tragicamente anche il nuovo sposo. Circondata dalla fama di strega e di iettatrice, la giovane viene isolata dalla comunità. Oppressa dalla solitudine e dalla tristezza, scivola in una sorta di ossessione erotica che la spinge a sedurre tutti gli adolescenti del paese. Dopo la maternità, la donna cambia vita per dedicarsi al figlio Bulkhayr, ma i rapporti con il ragazzo non saranno facili, e Farida trascorrerà sola e ritirata in se stessa gli anni della maturità e della vecchiaia.

Buthayna, cognata di Farida, √®, fin dalla giovinezza, segnata dalla malasorte: orfana di padre, perde tragicamente i fratelli, quindi la madre. Anche il fidanzato, emigrato in America, la abbandona. Dopo anni di isolamento e di depressione, qualcosa si inceppa nella mente della donna, che seduce Bulkhayr, il bambino di Farida, che ha soltanto sei anni. Questa vicenda segner√† il ragazzo per sempre. Dopo dieci anni di matrimonio sterile e infelice negli Emirati Arabi, Buthayna torna a Sarmada, dove riprende la relazione con Bulkhayr, ormai sedicenne. Per sfuggire alla donna, al passato vergognoso della propria madre, all'atmosfera stagnante di Sarmada, il giovane fugge a Damasco per non tornare pi√Ļ, mentre Buthayna conclude tragicamente la propria vita.

Il romanzo ruota attorno ad alcuni temi fondamentali: la memoria, la convinzione della ciclicità della vita umana, il sesso, le tradizioni druse.

La memoria è quella collettiva di Sarmada, una cittadina che non dimentica, che anzi è sempre pronta a narrare le sue storie, sia pur filtrate dal ricordo e arricchite dalla fantasia popolare. A raccontare sono soprattutto gli anziani, depositari dei segreti della comnità, ma i giovani sono avidi di ascoltare, di sapere, per poter tramandare i racconti alle generazioni successive. E' una narrazione corale, una voce circolare che lega il passato al presente, il presente al futuro, i morti ai vivi e a quelli che devono ancora nascere.

La convinzione che i destini umani siano votati a ripersi ciclicamente è legata alla credenza drusa della trasmigrazione delle anime. L'anima di un druso è destinata a reincarnarsi in un altro druso. Questa idea spiega forse il fatalismo degli abitanti di Sarmada, che non attribuiscono una particolare importanza alla vita del singolo individuo, dal momento che è destinata a ripetersi.

Il sesso √® forse la tematica centrale del romanzo, come avviene anche i molti altri libri siriani contemporanei. Non ci viene mai presentato direttamente, ma √® sempre proposto attraverso la memoria, il ricordo della trasgressione. E non si tratta mai di una sessualit√† felice, vissuta serenamente nell'ambito di un rapporto articolato su pi√Ļ dimensioni, oltre quella erotica, tanto meno di una sessualit√† inquadrata in una relazione amorosa. Il sesso, per i personaggi del romanzo, √® sempre trasgressione, dettata da desideri carnali tanto infuocati quanto incontenibili. Per questo, le scene di sesso sono sovente crude, brutali. E, in quanto trasgressione, il sesso presenta sempre un conto, molto salato, da pagare: Hila, l'unico personaggio che viva un normale rapporto d'amore, pagher√† con una morte atroce. Per Farida, il prezzo sar√† rappresentato prima dall'ostracismo sociale, quindi dal disprezzo e dalla fuga dell'adorato figlio, infine dalla solitudine pi√Ļ amara e totale nell'ultima parte della vita. 

Neppure per Buthayna la situazione è allegra: abbandonata dal primo fidanzato, ingannata dal marito, lasciata da Bulkhayr, concluderà, ancora giovane, la sua esistenza in modo drammatico.

Il lettore potrebbe pensare che, in questo libro, siano solo le donne a pagare per gli errori propri e altrui. Non è così: anche i personaggi maschili soffrono e pagano lo scotto che la vita presenta. I cinque fratelli di Hila, dopo aver assassinato la sorella, perderanno per sempre la pace, "andando incontro ciascuno alla propria personale rovina". Bulkhayr, figlio di Farida e amante di Buthayna, non avrà un destino felice.

Il tema della religione ha una sua importanza nel romanzo: la religione principale di Sarmada è, come si è detto, quella drusa, con il suo retaggio di credenze sulla metempsicosi e di rigide regole di comportamento. Ma è interessante notare come nella cittadina convivano, felicemente e pacificamente, i fedeli di tre religioni: a Sarmada vivono, infatti, numerose famiglie cristiane e musulmane, senza che le differenze religiose incrinino il clima di serenità e di solidarietà che regna nella piccola comunità. Questa pacifica e felice convivenza di culti diversi era una caratteristica peculiare della Siria.

Molto importante l'ambientazione storica: sullo sfondo delle vicende dei protagonisti, scorrono le sequenze della storia siriana e mediorientale degli ultimi quarant'anni:l'ascesa del Partito Baath, la Guerra dei Sei Giorni, la Guerra di Ottobre del'73, tutti i conflitti del mondo arabo, senza contare i frequenti riferimenti alla dominazione ottomana, a quella francese, alla guerra di indipendenza.

Questo libro è stato indicato, a volte, come "il romanzo della primavera siriana": pur trattando diffusamente il tema della dittatura, del regime poliziesco che affligge la Siria, degli effetti devastanti che tale regime produce sui cittadini, il libro non sfiora neppure il tema delle rivolte arabe degli ultimi anni, concludendosi nel 2010, un anno prima dell'esplosione del fenomeno delle "primavere arabe".

Per quanto riguarda l'impianto narrativo, una precisazione si impone: nel romanzo si registrano due prospettive, anche stilistiche, diverse. Mentre la vicenda di Hila √® raccontata nella prospettiva scettica di un narratore positivista, in uno stile sobrio e contenuto, nella seconda parte del romanzo la trama si scioglie,  diviene surreale e bizzarra, con un intrecciarsi continuo di storie diverse che intersecano la vicenda principale, in uno stile fantasioso che riflette le stramberie della trama.

Per quanto concerne la lingua, ci troviamo di fronte a un caso di diglossia, tanto comune nella narrativa araba contemporanea: mentre la cornice del romanzo è in arabo classico, i dialoghi sono tutti in dialetto siriano.