Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Sapore nero, odore nero

GIUDIZIO ESTETICO

  Il romanzo √® la storia di una comunit√† e, contemporaneamente, la storia di un'anima.

  La comunit√† √® quella degli Akhdam, i Neri dello Yemen, discendenti degli Abissini, che vivono al di fuori delle regole della societ√† araba e musulmana e sono da questa respinti ed emarginati, formando una sorta di universo parallelo a quello yemenita.

  La narrazione si dispiega dal 1975 al 1982, descrivendo le sofferenze inaudite degli Akhdam, sofferenze culminanti nella demolizione della bidonville in cui vivono, ai margini della citt√† di Taizz. Un senso di vuoto, di disperazione, di vanit√† di ogni lotta, di mancanza di speranza non solo di riscatto sociale ma di un qualsiasi futuro, pervade l'intero romanzo.

  Parallelamente, si sviluppa la vicenda interiore del protagonista 'Abd al-Rahman, bianco, arabo e musulmano che, immergendosi nelle tribolazioni e nella disperazione degli Akhdam, giunge a negare la propria identit√† e ad assumere quella di un nero, legando il proprio destino a quello senza futuro degli altri.

  Il libro ripercorre essenzialmente la storia di questo giovane arabo che, rifiutando la discriminazione e l'ingiustizia, arriva a identificarsi con la comunit√† nera fino ad assumere il nome di Ambo, datogli dai Neri, e a fungere da voce narrante quando si tratta di descrivere la distruzione della citt√† degli Akhdam e di esprimere la sofferenza devastante dei suoi abitanti.

  Il romanzo tocca dunque il problema della discriminazione, non solo razziale ma anche religiosa e sociale, nonch√© dell'emarginazione e dell'esclusione del diverso. Il diverso non pu√≤ essere accettato e integrato nella societ√†, quindi viene dapprima emarginato, poi demonizzato, infine eliminato per sempre.

  Questa √® la tematica centrale dell'opera.

  C'√® poi un altro tema interessante toccato dall'Autore, quello della condizione femminile in Yemen. La vicenda si apre infatti nel villaggio natio del protagonista narrando la storia della lapidazione di Jamal, un'adolescente la cui sola colpa consiste nell'aver avuto un unico rapporto sessuale prematrimoniale da cui √® scaturita una gravidanza.

  Anche su al-Daghlo, sorella minore di Jamal, incombe lo stesso tragico destino, dal momento in cui comincia la sua storia d'amore con 'Abd al-Rahman:proprio il terrore di una nuova lapidazione induce i due giovani a fuggire dal paese natale e a cercare rifugio in un luogo in cui nessuno li possa raggiungere, la bidonville degli Akhdam, appunto.

  L'arrivo e l'integrazione dei due arabi bianchi nella comunit√† nera possono essere letti dunque come la storia di due emarginazioni, di due discriminazioni, quella razziale e quella sessuale, che si incontrano e si fondono in un destino comune. Bianchi e neri scoprono insieme i valori della solidariet√†, della tolleranza, dell'accettazione del diverso, dell'amicizia.

  I caratteri dei protagonisti sono ben costruiti e ben sviluppati: 'Abd al-Rahman, il protagonista maschile, √® al centro di un processo di crescita e di maturazione che lo trasforma da timido e incerto adolescente, incapace di salvare il suo primo amore dalla lapidazione, in un uomo pienamente padrone di s√©, delle sue scelte, del suo destino. Un uomo capace di compiere una scelta terribile, come quella di rinnegare la propria gente, i propri costumi, la propria religione, in una parola la propria identit√†, per accettare e far propri quelli di un'altra comunit√† che, tra l'altro, √® totalmente priva di speranza di riscatto sociale.

  La protagonista femminile, al-Daghlo, √® ugualmente forte e coraggiosa, assiste inorridita e impotente alla lapidazione della sorella, condivide le scelte del suo compagno, si integra nella comunit√† nera partecipando a gioie e dolori, fino a subire uno stupro da parte di un gruppo di poliziotti: riuscir√† a superare anche questo trauma.

I due personaggi principali sono attorniati dalla folla dei neri, fra cui emergono diverse figure:A'isha, la generosa donna che   per prima li accoglie e li aiuta, Rabbash, l'ex detenuto che ha scontato dieci anni di carcere per un reato che non ha commesso, Bahgia, una rivoluzionaria dello Yemen del Sud ricercata dalla polizia.

  L'ambientazione del romanzo √® diversificata: la storia comincia in un villaggio montano dello Yemen, fra boschi, prati e verdi vallate, continua e si conclude nella terribile bidonville degli Akhdam, una baraccopoli costruita con cartoni e lamiere, ai margini del deserto, senz'acqua n√© servizi igienici. Non mancano paesaggi urbani all'interno della citt√† di Taizz, dove 'Abd al-Rahman e al-Daghlo si recano ogni giorno per lavorare, dove si recano anche gli Akhdam, che vi possono svolgere solo il mestiere di spazzini, essendo considerati impuri.

  Lo stile √® diretto, piano, scorrevole, la storia si legge d'un fiato.

  La lingua √® un arabo classico sobrio e moderno, con qualche concessione al dialetto yemenita soprattutto nei dialoghi, confermando una tendenza che si riscontra in molti romanzi arabi, strutturati con una cornice in arabo classico e i dialoghi espressi nel dialetto nazionale.

GIUDIZIO EDITORIALE

  Il romanzo √® estremamente attuale e inerente alle problematiche della nostra societ√†, in cui i temi della discriminazione, dell'emarginazione, della criminalizzazione e dell'allontanamento del povero e del diverso toccano quotidianamente molti aspetti della nostra vita.