Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Ralf Rizqallah nello specchio

  Il testo è preceduto dall'espressione giuridica di circostanza"ogni riferimento a personaggi o situazioni reali è puramente casuale", perché Jaber ha ricevuto critiche per aver inserito elementi biografici troppo dettagliati.

 Il libro è diviso in tre parti:
  • Prima parte: appare la notizia sul giornale:"Incidente misterioso nella zona di Raouche". Jaber, 24 anni, pur conoscendo solo di vista il collega Ralf, non riesce a distogliere la mente dalla sua figura e dal suo gesto estremo e decide quindi di indagare sulla sua vita. Comincia a leggere i suoi articoli sul supplemento culturale del quotidiano al-Nahar, sperando di trovare elementi significativi. Ma non basta: ossessionato dal pensiero di lui e dalla sua continua presenza nei propri sogni, decide di andare a cercarlo; magari riuscirebbe così anche a dimenticare l'emicrania che lo perseguita. Ma come e dove?
  • Seconda parte: Jaber, con la scusa di voler scrivere un romanzo in cui Ralf è uno dei personaggi, si presenta a casa della moglie Hala, chiedendole delle fotografie di lui e il certificato di morte del medico legale; fa visita ai genitori e alla sorella di lui, anche a loro chiede fotografie e cerca di farsi raccontare qualcosa della vita di Ralf. Intanto, raggiunge il luogo del suicidio, studia la zona nei minimi particolari, scatta delle fotografie, chiede informazioni, disegna addirittura uno schizzo del luogo (presente nel testo) per fare delle ipotesi sulla caduta di Ralf. Legge con attenzione il certificato del medico legale e il verbale della polizia redatto dopo il ritrovamento del corpo.
  • Terza parte: riporta le fotografie a casa dei parenti, scambia ancora qualche parola con loro cercando di comunicare, ma senza risultato, le conclusioni cui è arrivato, cioè che il suo è un viaggio nell'ignoto e non può dare risposte certe: noi non conosciamo nemmeno noi stessi, come pretendiamo di conoscere gli altri?

  GIUDIZIO ESTETICO
  Il romanzo è molto interessante perché riesce a mettere insieme in maniera particolare il mondo reale- l'indagine di Jaber su una persona esistita e un fatto vero - e il mondo surreale che si crea attraverso i sogni, le riflessioni e quello che accade durante la stessa indagine.
  Pur trattandosi di un argomento che tocca note profonde dell'interiorità - il suicidio colpisce sempre e comunque - mantiene in sottofondo una nota ironica che alleggerisce il racconto. Ironico è Jaber quando tenta in tutto e per tutto di trovare degli elementi significativi nelle fotografie, o dei riferimenti importanti nei testi che legge, o delle rivelazioni nei suoi dialoghi con lo specchio, al punto di arrivare ad ammettere: ma perché tutte queste domande? Non hanno senso! 
  Lo specchio del titolo del libro è quello davanti al quale Jaber a più riprese si dirige per rivolgersi a Ralf. Ma lo stesso specchio riflette talvolta la stessa immagine di Ralf che si sovrappone a quella del narratore. Durante tutto il romanzo, si crea una sorta di comunicazione spirituale tra i due anche se non si sono mai rivolti la parola: l'universo di Ralf che Jaber si propone di indagare corrisponde al suo stesso universo e di conseguenza a quello di tutti gli esseri umani, in quanto ignoto, inconoscibile e non raggiungibile dalla ragione.
  Lo specchio che riflette ogni cosa al contrario è anche lo specchio di Alice nel paese delle meraviglie, a cui ci si riferisce nel testo più volte come nella realtà ogni cosa, alla fine, si riveli essere l'esatto contrario di quello che pensiamo o facciamo.
  Si assiste nel libro a un continuo incrociarsi di tre diversi viaggi che avanzano in parallelo: il viaggio di Alice nello specchio, il viaggio di Jaber nella vita di Ralf e quello di Ralf verso l'aldilà.
  Jaber indaga attraverso le proprie letture:Il libro dell'inquietudine di Pessoa, gli articoli di Ralf, gli articoli di Elias Khury, i libri Alice nel paese delle meraviglie e L'altro lato dello specchio di Lewis Carrol: trattano di nirvana, di suicidio, di letteratura del silenzio, degli orsi polari che vivono in solitudine, di viaggi nello specchio e in una raltà inconoscibile.
  Le letture di Jaber, gli episodi raccontati dalla moglie e dagli altri familiari di Ralf, che non si capacitano di quel gesto estremo, le impressioni ricevute dalle foto, il sopralluogo dove è avvenuto il suicidio: tutto concorre allo sviluppo dell'indagine creando un'atmosfera a tratti surreale determinata dai sogni deliranti, dagli incontri con Ralf, dai dialoghi immaginari con lui, con Pessoa, con Alice e con l'inseparabile specchio.
  In realtà, si scopre nel corso del romanzo che quando era in vita Ralf aveva dato segni della sua stanchezza, della sua solitudine, delle sue difficoltà a vivere in un mondo dominato dall'incomunicabilità tra gli individui. Aveva cercato di mettere la moglie al corrente del suo malessere, le aveva anche detto che talvolta vedeva se stesso nel sogno lanciarsi sulle rocce, le aveva forse svelato il suo segreto. Lei non aveva capito, forse non aveva ascoltato e lui si era rinchiuso nel suo mondo, fatto di letture, riflessioni e solitudine.
  Gli incontri di Jaber con Ralf, nei sogni, nello specchio, non sono altro che incontri con se stesso, con il proprio mondo di essere umano che, pur attratto dall'ignoto, non può penetrarvi totalmente.
 
  Il libro non è assolutamente noioso e anzi, fin dall'inizio della ricerca, il narratore riesce a creare una sorta di suspence nel lettore, perché il suo modo di indagare fa intuire la volontà di scoprire una verità diversa da quella scritta sui giornali e raccontata da tutti: forse non è stato suicidio. Forse un incidente, un furto, un assassinio. Fino all'ultimo ci si aspetta un colpo di scena. E anche se alla fine non si arriva ad alcuna scoperta eclatante - salvo la consapevolezza della nostra impotenza di fronte a certi fatti e risvolti della vita - non si rimane delusi perché il testo lascia aperte differenti interpretazioni della vicenda e fornisce molti spunti per riflettere sull'enigmaticità dell'esistenza.
  L'intera indagine lascia in qualche modo anche a noi - come a Jaber - una specie di rimpianto, se così si può chiamare, per non aver conosciuto questo Ralf, a quanto pare così intelligente, colto, interessante, con una vena nostalgica e di solitudine che in realtà appartiene in certa misura a tutti gli esseri umani.
 
GIUDIZIO EDITORIALE
 
  Il romanzo non è particolarmente lungo e si distingue per uno stile  fresco e molto vario.
  Si  riferisce a una storia vera ma non si limita a una semplice cronaca dei fatti, cerca piuttosto di indagare, con una sottile ironia che alleggerisce il dramma, una realtà in cui possiamo riconoscerci tutti.
  Il libro può incontrare il favore di un pubblico non ristrtto perché, pur essendo caratterizzato da riferimenti letterari, questi non presuppongono una cultura elitaria, ma appartengono in larga parte alla memoria collettiva occidentale.
  Anzi, ciò che rende il testo ancora più interessante, essendo scritto da un autore arabo, da cui ci si potrebbero aspettare cenni alla cultura araba,  è la presenza di analogie con un libro appartenente alla cultura occidentale - Alice nel paese delle meraviglie -   cui l'autore si riferisce a più riprese, direttamente e indirettamente.
  Pur trattando una vicenda drammatica, il romanzo ha un sottofondo ironico che si manifesta nella personalità di Jaber prima di tutto - nei suoi lunghi dialoghi con lo specchio, nei suoi deliri, nei suoi sogni misti a incubi che lo inducono a riflettere su se stesso e sulla realtà - ma anche nel modo di trattare l'essere umano come creatura finita che aspira all'infinito e che, non potendolo raggiungere, corre contro i mulini a vento e si perde nei suoi stessi labirinti.
  A tal proposito, può essere invitante l'idea di considerare lo specchio come vero protagonista: il suo riflettere oggetti e persone trasformandole nel loro opposto rappresenta una vera e propria metafora della vita,  dell'agire degli uomini in vista di un qualcosa che si rivela poi essere l'esatto contrario di se stesso. E in questo possiamo identificarci un po' tutti.
  L'immagine finale del salto coincide con quella iniziale. In questo senso, il romanzo rappresenta una sorta di circolo, narrativo ed esistenziale, all'interno del quale si svolgono tre viaggi, diversi ma paralleli: quello di Alice nello specchio, quello di Jaber nella vita di Ralf e quello di Ralf nell'aldilà.
  LO STILE
  Linguaggio fresco, scorrevole e ricco di immagini. Ironico.
  Raccontato in prima persona.
  Senza una trama nel senso tradizionale del termine.
  Molti dialoghi, una citazione di una canzone in inglese, scritte in francese, date che scandiscono gli avvenimenti.
  Citazioni dirette e indirette di diversi testi letterari della tradizione occidentale.