Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Proposte editoriali

Dalle leggende del deserto iracheno ai miti delle foreste europee, i racconti di Blasim fondono fantastico e quotidiano, reale e surreale. La sua prosa, che risente visibilmente dell’influenza di Kafka, descrive, tra lucidità e allucinazione, gli orrori del recente passato dell’Iraq e i tormenti cui sono sottoposti i profughi iracheni che cercano all’estero la salvezza. Questa raccolta di racconti segue da vicino la prima raccolta di Blasim, Il matto di piazza della Libertà, del 2011. Tematica centrale dei racconti è il trauma della guerra, e le strategie elaborate dell’essere umano per superare tale trauma. Tra gli spunti che emergono dai quattordici racconti che compongono la raccolta, tutta pervasa da un’atmosfera da incubo, si registrano la critica, velata di umorismo nero, ai rapporti tra Iraq e Occidente, il lato oscuro delle migrazioni clandestine, le difficoltà di integrazione dei rifugiati in Europa. La narrazione, spesso sconvolgente e brutale, forgiata nel crogiuolo della guerra, ci racconta la storia di un’umanità che ha perduto l’innocenza.

Titolo tradotto: Gli amanti di Bayya
Provenienza: Tunisia
Lingua : Arabo
Anno di pubblicazione: 2003
Numero di pagine: 200 circa
Traduzioni in altre lingue europee:
Les amoureux de Bayya, Actes Sud, 2003

Autori: Yamen Manai, Iman Bassalah, Linah Ben Mhenni, Monique Zetlaoui. Habib Selmi
Titolo: Nouvelles de Tunisie
Provenienza: Tunisia
Editore: Editions Elyzad, Tunisi, 2012
Lingua: Francese e Arabo
Numero di pagine: 110 circa
Traduzioni in lingue europee:
Nouvelles de Tunisine, Magellan&Cie, Paris, 2012.

Seduto sul letto della sua modesta stanza parigina, un giovane immigrato tunisino trascorre una notte insonne: consulta la sua rubrica, cercando qualcuno a cui telefonare, per spezzare il senso di solitudine e di spaesamento che lo assale. Il luogo è squallido, un’impersonale camera d’albergo in un quartiere di immigrati, a Parigi.

Il romanzo è ambientato nella Siria degli anni ’80, quando il Governo di Hafez al-Asad pratica una politica di dura repressione della libertà di espressione e di qualsiasi forma di pluralismo politico, determinando, da un lato, lo smantellamento dei sindacati, dall’altro l’arresto di migliaia di militanti di partiti di sinistra e di nazionalisti arabi e l’esilio volontario di moltissimi intellettuali. I “guardiani dell’aria”, cui si riferisce il titolo, sono, quindi, i servizi segreti che penetrano nel privato dei cittadini.

Il romanzo ci presenta la storia di due donne, Bodur e Zeyna, madre e figlia, costrette a confrontarsi, sia pure in modo drammaticamente diverso, con l’oppressione della società patriarcale egiziana.

Pagine totali: 2 [1 2 ]