Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Letteratura araba: SIRIA

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LETTURE SIRIANE BREVE VIAGGIO NELLA NARRATIVA SIRIANA CONTEMPORANEA In Siria, la letteratura contemporanea si esprime con tutti i generi letterari: poesia, racconto, romanzo e teatro. Per quanto concerne la poesia, si accenna soltanto a due grandi poeti: Adonis, annoverato fra i poeti libanesi ma nato in Siria, è l’iniziatore di un linguaggio poetico moderno, anticonformista, che tuttavia non respinge lo stile classico; l’individualismo caratterizza invece l’opera di Nizar Qabbani, volta all’analisi dell’universo femminile. La prosa siriana trova voce, a partire dagli anni Cinquanta, nel racconto breve, i cui pionieri possono essere considerati ‘Abd as-Salam al-‘Ugiali (1918-2006) con Qanadil Ishbiliyya , 1956, (trad. it. Le lampade di Siviglia, Jouvence, 1995), H. Kayyali, giornalista e traduttore, che descrive, nei suoi racconti, le sofferenze delle classi più misere, e soprattutto Zakariyya Tamer che, pur cogliendo gli influssi del surrealismo francese, si esprime con profonda purezza di stile.(Tra le opere tradotte in italiano, ricordiamo L’appello di Noè, Manni, 2002, L’ironia del porcospino, Aracne, 2010, Primavera nella cenere, Cicorivolta Ed. 2012, Il tuono, Cicorivolta Ed., 2012). Per quanto riguarda il romanzo, ricordiamo A. Nahawi, che si è occupato delle problematiche del mondo contadino (Quando torna la pioggia, 1958, non tradotto in italiano), e Hanna Mina i cui romanzi, ambientati soprattutto nella Siria costiera, gli hanno fatto meritare l’appellativo di “Conrad della letteratura araba” ( citiamo l’unico romanzo tradotto in italiano, La vela e la tempesta, Jouvence, 1993). Alla generazione successiva appartengono Rafik Schami (n. 1946), costretto all’esilio nel 1971 (Il lato oscuro dell’amore, Garzanti, 2006, 2008), e Haidar Haidar (n. 1936). Il più noto romanzo di Rafik Schami è senza dubbio Il lato oscuro dell’amore, scritto in lingua tedesca nel 2004: si tratta di una storia d’amore, proibita e struggente, tra due giovani, le cui famiglie, divise da una faida sanguinosa, si oppongono al matrimonio. Il romanzo è un affresco che ripercorre le tormentate vicende del Medio Oriente, dalla fine dell’impero ottomano agli inizi degli anni 2000, tra guerre e rivolte, trame segrete e feroci dittature, sullo sfondo di una città affascinante e misteriosa, Damasco, rievocata nel romanzo con precisione e tenerezza. Altro bellissimo romanzo è L’amante di Damasco, scritto in lingua tedesca nel 2008 e pubblicato in Italia da Garzanti nel 2009: nel 1957, Nura, musulmana, moglie del calligrafo Hamid, fugge con il giovane amante cristiano Salman, dopo essere stata costretta al matrimonio con Hamid, un uomo freddo dedito solo al lavoro. Quando Hamid è sul punto di aprire una scuola di calligrafia, capisce di aver perso la cosa più importante, Nura. Tra le scrittrici va ricordata Colette Khuri, (n. 1937), che fece parlare di sé negli anni Sessanta per un romanzo vagamente femminista. La scrittrice siriana più nota e affermata non solo in Siria ma in tutto il mondo arabo è senza dubbio Ghada Samman (n. 1938), i cui libri descrivono una certa borghesia araba intrisa di valori vacui e falsi, contestati con passione dalla scrittrice. I suoi romanzi hanno svelato gli orrori della guerra civile libanese con uno stile sferzante e provocatorio ( Vedova d’allegria, Abramo, 1991, Incubi di Beirut, Abramo, 1993, Un taxi per Beirut, Jouvence, 2002 ). Di notevole importanza, nel panorama letterario siriano contemporaneo, il drammaturgo Sa‘ad Allah Wannus, (1941-1997), che ha teorizzato un teatro fondato sulla realtà storico-politica. Le ultime tendenze della narrativa siriana La giovane generazione di scrittori e intellettuali siriani di muove, negli ultimi anni, in due diverse direzioni: da un lato, troviamo opere di critica politica e sociale che si scagliano contro la dittatura e, in questo ambito, descrivono la condizione dell’intellettuale dissidente in un regime totalitario e della società civile, soffocata dalla mancanza di libertà ; dall’altro, in linea con una tendenza diffusa nell’intero mondo arabo, la volontà di trattare i temi della sessualità, anche fine a se stessa, del corpo della donna, dell’omosessualità. Queste tematiche, comuni a molti giovani scrittori arabi, trascendono le frontiere e i confini nazionali, favoriti dall’organizzazione, negli ultimi anni, di festival e premi letterari internazionali. Si pensi, a questo proposito, al festival Beirut 39, dedicato agli autori arabi di età inferiore ai quaranta anni, o all’International Prize for Arabic Fiction (IPAF) di Abu Dhabi. Per quanto riguarda la prima linea di tendenza, si può pensare a Nihad Sirees e al suo Il silenzio e il tumulto, tradotto in inglese e in francese ma non ancora in italiano: un romanzo che ha come protagonista un giovane scrittore dissidente che possiede soltanto le armi dell’ironia e del sarcasmo per difendersi dall’oppressione del regime. Il “silenzio”, cui si riferisce il titolo, è quello del carcere o della tomba, in cui il protagonista è destinato a finire se non si adeguerà alle pressanti richieste del regime; il “tumulto” è la voce del regime stesso, della propaganda chiassosa che usa ogni mezzo per far pressione sul popolo, della folla che acclama e festeggia il Leader supremo. (1). Altro romanzo rimarchevole in tal senso è La conchiglia di Mustafa Khalifa, tradotto in francese ma non ancora in italiano: il romanzo, appartenente al genere della letteratura di prigionia, narra la vicenda di un prigioniero politico siriano, della sua drammatica detenzione nelle carceri del regime, dove vive anche un’esperienza omosessuale. Pubblicato recentemente dalla casa editrice egiziana Dar El Ain il nuovo romanzo di Khaled Khalifa Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città: il libro è “un’indagine approfondita nei meccanismi della paura e della disintegrazione, la cui trama si svolge nell’arco di circa cinquanta anni. E’ un romanzo su una società che ha vissuto tra la violenza e la repressione dei propri desideri (… ), sulle difficoltà della vita e sul suo significato più profondo in cui l’autore scrive di tutto ciò che nel mondo arabo, e della Siria, era stato taciuto”. L’autore di Elogio dell’odio aveva iniziato a scrivere il nuovo romanzo poco prima dell’inizio della rivolta del 2011, ed è rimasto in Siria negli ultimi due difficilissimi anni. (2) Nell’ambito di questa tendenza trova posto l’ultimo libro di Samar Yazbek, Fuoco incrociato, tradotto in inglese e in francese ma non in italiano: si tratta della cronaca dei primi quattro mesi della rivoluzione siriana esplosa nel marzo 2011, redatta prima che l’autrice fosse costretta a riparare in esilio all’estero. Dal suo esilio inglese, in cui si trova dal 1981, Zakariyya Tamer pubblica ogni giorno, dal gennaio 2012, sulla sua pagina Facebook “Lo Sperone” un breve racconto, un messaggio, un pensiero dedicato alla Siria: interessante sarebbe l’idea di tradurli in italiano e trarne un libro. (3) Notevole il romanzo La poltrona, della scrittrice Dimah Wannus, un romanzo di critica della società siriana governata da un regime tirannico che pervade la vita dei cittadini fino a colpirli nella loro intimità quotidiana. (4) Di argomento diverso ma comunque connesso a problematiche politiche e sociali sono i romanzi dello scrittore Fawwaz Haddad, Soldati di Dio (2010), storia di un padre alle ricerca del figlio perduto tra le fila di al-Qa‘ida, e Il traduttore infedele ( 2008), storia di un traduttore accusato di tradimento: i due libri, entrati rispettivamente nella long list 2012 e nella short list 2009 dell’IPAF, non sono stati tradotti in italiano. Bellissimo il romanzo della scrittrice Sawsan Jamil Hassan, I rovistatori (2012): il romanzo, ambientato sulla costa siriana ai primi de Novecento, narra la storia di Jumaa, un uomo che per vivere rovista nell’immondizia, accompagnato dal suo asino. Il libro, che descrive la vita degli strati più poveri della società siriana, tocca anche i temi dell’educazione, della condizione femminile, dei cambiamenti portati dalla modernità e dall’industrializzazione. (5) Per quanto riguarda la seconda tendenza della narrativa siriana, questa riguarda soprattutto, anche se non esclusivamente, le scrittrici, che manifestano chiaramente la volontà di porre al centro delle loro opere il corpo della donna nella sua dimensione erotica e quindi il sesso e il piacere femminile. Emblematiche, a questo proposito, le opere di Salwa al-Neimi, dedicate alla scoperta del corpo femminile e dell’erotismo: La prova del miele (2007), pubblicato in Italia da Feltrinelli, e Il libro dei segreti, scritto nel 1994 e riedito nel 2010 dopo il successo de La prova del miele, pubblicato in Italia da Feltrinelli. L’ultimo romanzo di Salwa al-Neimi, La penisola araba, tradotto in francese ma non ancora in italiano, è un libro poetico che racconta gli sforzi compiuti da una donna araba per rimanere libera, padrona della propria vita e del proprio destino e, naturalmente, del proprio corpo e della propria sessualità. Interessante notare come la scrittrice voglia rappresentare il rapporto uomo-donna non attraverso la dimensione dell’amore o del matrimonio, ma attraverso la dimensione erotica, nel tentativo di demolire i luoghi comuni che dipingono la donna araba come passiva e sottomessa. (6) In questa tendenza rientrano pienamente alcuni romanzi della scrittrice Samar Yazbek, anch’essi incentrati sul tema del corpo della donna: Il profumo della cannella (2008), pubblicato da Castelvecchi nel 2010, descrive una relazione omosessuale tra due donne di condizione sociale diversa; Lo specchio del mo segreto ( 2011), pubblicato in Italia da Castelvecchi (2011) narra la storia della relazione tra un uomo e una donna in cui la sessualità assume un ruolo centrale e il corpo è il luogo attraverso cui passano emozioni e sentimenti. Anche Fadi ‘Azzam, in Sarmada (2010), tradotto in inglese e presto in italiano da Cicorivolta Edizioni, rappresenta il mondo della sessualità, soprattutto femminile: il sesso è sicuramente il tema centrale del romanzo, imperniato sulla storia di tre donne che vivono nella cittadina drusa di Sarmada, tre donne che vivono il sesso, l’erotismo, come un’esperienza fine a se stessa, avulsa da implicazioni sentimentali o sociali. Il romanzo, giunto nella long list dell’IPAF 2012, tratta anche i temi del delitto d’onore e delle tradizioni della comunità drusa. Molto interessanti i romanzi di Rosa Yassin Hassan, a partire da I guardiani dell’aria (2009): in questo romanzo, non tradotto in italiano, si fondono le tematiche centrali della narrativa siriana contemporanea, dalla lotta contro la tirannia del regime, all’esperienza del carcere, della tortura, della separazione dai propri cari, ma anche l’idea del corpo “come mezzo di espressione di conflitti interiori frutto della violenza di un regime che non lascia spazio all’individuo. Il desiderio si mescola alla sofferenza, la perversione all’amore, come a testimoniare che laddove la parola non è libera, si genera una confusione linguistica che investe tutta la sfera dell’esistenza umana”. Di recente pubblicazione in Italia per Il Sirente, collana Altriarabi, Bozza, un romanzo che descrive “l’onnipresente e pervasivo sistema dei servizi segreti” siriani. Avvertenze 1- La presente nota non intende assolutamente presentare un elenco esaustivo dell’attuale narrativa siriana , ma semplicemente offrire spunti e indicazioni per chi voglia esplorare il panorama letterario siriano. 2- I titoli delle opere non tradotte in italiano sono semplici traduzioni letterali dei titoli arabi, non titoli veri e propri, che potrebbero cambiare in caso di pubblicazione. Note 1 cfr. “Nihad Sirees, tra silenzio e rumore in Siria: che surrealismo è questo?”, Editoriaraba, 5/02/2013 2 cfr. “Siria: la memoria della narrazione”, Editoriaraba, 19/06/2013 3 cfr. “Siria: la memoria della narrazione”, Editoriaraba, 19/06/2013 4 cfr. Martina Censi“Tra critica sociale ed erotismo, un esempio della nuova narrativa siriana:Hurrās al-hawā' di Rūzā Yāsīn Hasan, in La rivista di Arablit, I, 2, 2011. 5 cfr. “I vinti di Lattakia nell’ultimo romanzo della scrittrice siriana Sausan Jamil Hassan”, in SiriaLibano, 8/12/2012 6 cfr. Martina Censi“Tra critica sociale ed erotismo, un esempio della nuova narrativa siriana:Hurrās al-hawā' di Rūzā Yāsīn Hasan, in La rivista di Arablit, I, 2, 2011 7 cfr. M. Censi, “I guardiani dell’aria diRosa Yassin Hassan", in Siria-Libano del

Zakariyya Tamer nasce a Damasco, in Siria, nel 1931 da famiglia povera. All'età di tredici anni è costretto ad abbandonare gli studi per lavorare. Dal 1957 inizia a scrivere per diversi giornali siriani. Nel 1960 pubblica a Beirut la sua prima silloge, cui seguiranno molte raccolte di racconti brevi fino all'ultima, Il Porcospino, del 2005.

Fadi Azzam è nato a Teraa, vicino alla città di Suweida, nel sud della Siria, nel 1973. Laureatosi presso la Facoltà di Arte dell'Università di Damasco, ha cominciato a lavorare come giornalista per diverse testate siriane. E' stato corrispondente e curatore della pagina culturale di al-Quds al-Arabi dal 2007 al 2009.

Salwa al-Neimi è nata a Damasco nel 1950. Dopo aver conseguito la laurea in Letteratura araba presso l’Università di Damasco, si è trasferita a Parigi, a metà degli anni Settanta, per studiare teatro. Oggi, oltre a dedicarsi all’attività di scrittrice, lavora come giornalista e responsabile ufficio stampa. Ha pubblicato alcuni romanzi, una raccolta di racconti e vari volumi di poesia.

Nihad Sirees è nato ad Aleppo nel 1950. E’ autore di sette romanzi e di diverse sceneggiature, per una delle quali ha subito la censura siriana nel 1998.

Rosa Yassin Hassan è nata a Damasco nel 1974. Dopo la laurea in Architettura nel 1998, ha lavorato come giornalista, scrivendo per testate siriane e arabe. Il suo primo libro è una raccolta di racconti pubblicata nel 2000, dal titolo Un cielo tinto di luce.

Sausan Jamil Hassan è nata a Damasco nel 1957. Dopo la laurea in Medicina, ha lavorato e lavora tuttora come medico a Lattakia, sulla costa siriana, dove è ambientato il suo ultimo romanzo.

Mustafa Khalifa è nato nel 1948 a Jarablous (Siria), nel Governatorato di Aleppo. Ha terminato i suoi studi alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Damasco.