Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

La nipote americana

La nipote americana è un romanzo dedicato alla tragedia del popolo iracheno, vessato dalla feroce dittatura di Saddam Hussein, quindi lacerato e sconvolto dall'invasione americana e dalla conseguente guerra civile.

L'azione ha inizio a Detroit, dove Zayna, una giovane donna di origine irachena, vive da quindici anni, da quando, cioè, la sua famiglia è fuggita dall'Iraq.

Il padre della giovane, infatti, un tempo giornalista televisivo, era stato accusato di trame contro il regime, gettato in carcere e torturato. Dopo la sua liberazione, la famiglia aveva scelto di rifugiarsi negli Stati Uniti, di cui Zayna aveva in seguito ottenuto la cittadinanza.

Pur rimanendo legata alle proprie origini, la ragazza, cresciuta a Detroit, è ormai totalmente americanizzata, fiera della sua mentalità e del suo stile di vita occidentale.

Sconvolta dagli attentati dell'Undici settembre, desiderosa di pagare il debito di riconoscenza a quella che considera ormai la sua nuova patria, quando gli Stati Uniti dichiarano guerra all'Iraq, nel 2003, Zayna sceglie di arruolarsi come interprete di lingua araba nell'esercito americano.

Di ritorno nel Paese natio dopo un'assenza di quindici anni, l'impatto con la realtà della guerra è duro,traumatico: gli Iracheni sono ostili, non considerano affatto gli Americani dei liberatori, come la protagonista si era ingenuamente aspettata. E i soldati americani non hanno affatto instaurato relazioni amichevoli con la popolazione irachena.

Zayna si sente in bilico tra due mondi, guardata con sospetto dai commilitoni americani, ritenuta una collaborazionista dagli amici iracheni.

In Iraq, Zayna ritrova la nonna adorata nell'infanzia, ma l'incontro tra le due donne è terribile:la nonna è infatti indignata e furiosa quando scopreche la "nipote americana" lavora per gli invasori.

Per la giovane interprete comincia un drammatico, duplice percorso:da un lato, un viaggio nell'inferno iracheno, in un Paese dilaniato dai bombardamenti, immerso nel lutto, nella devastazione e nella rabbia, in un'atmosfera di brutali interrogatori e di stragi, in cui muoiono non soltanto migliaia di Iracheni, ma anche tanti giovani soldati americani; dall'altro, un ancor più tragico viaggio interiore, alla ricerca della propria identità: americana o irachena? Americana, come i commilitoni e gli amici uccisi dai razzi e dalle mine della Resistenza, o irachena, come la nonna o come Muhaymen, il misterioso militante islamista di cui Zayna si innamora?

Un duplice viaggio che ha come punto di arrivo la perdita dell'innocenza, della giovinezza, dell'identità. Zayna perderà, una dopo l'altra, tuttele sue illusioni, tutte le sue certezze. Tornerà in America spezzata, con un cimitero nel cuore.

Il tema centrale del romanzo è, indubbiamente, la crisi di identità della protagonista, lo strappo interiore, la lacerazione tra l'appartenenza pernascita al popolo iracheno e quella di adozione al popolo americano, la consapevolezza di non poter più accettare e condividere i valori del popolo iracheno ma neppure le scelte del governo americano.

A innescare il conflitto nell'anima di Zayna è Rahma, la nonna ottuagenaria, vedova di un colonnello iracheno, una donna saldamente ancorata ai propri principi e all'amor di patria.

Anche Rahma è lacerata tra l'amore immenso per la nipote e il disgusto che la scelta della giovane le ispira. Alla fine, la nonna morirà di crepacuore, incapace di accettare quello che considera un infame, imperdonabile tradimento. La sua forte fibra sarà spezzata dal dolore e dalla vergogna.

Il terzo personaggio del romanzo è Muhaymen, un giovane legato a Zayna da una "fratellanza di latte": ex comunista, ex prigioniero degli Iraniani durante la guerra Iran-Iraq, l'uomo è ora militante nell'Armata del Mahdi, l'organizzazione armata islamista guidata dall'Imam Muqtada al-Sadr.

Tra Zayna e Muhaymen è subito colpo di fulmine, ma l'amore muore sul nascere, spento dalle divergenze insanabili, dalla consapevolezza di combattere sui lati opposti della barricata.

Il romanzo ci offre uno spaccato inedito della società irachena: attraverso la tecnica del flashback, l'Autrice ci riporta indietro nel tempo, al periodo dell'infanzia e dell'adolescenza di Zayna, nella Baghdad di Saddam, del terrore, delle delazioni e delle torture, ma anche nella Baghdad e nella Mossul della gente comune, in un Paese in cui convivevano Cristiani e Musulmani, Caldei e Assiri, Sunniti e Sciiti. Un Paese in cui risuonava l'appello alla preghiera dei muezzin, ma in cui i bambini cristiani potevano andarea scuola dalle Suore.Un Paese dove viveva un popolo variegato da tante appartenenze culturali, etniche e religiose diverse.

E poi i ritorni al presente, in un Paese devastato dalla guerra e dalla morte.

Nella continua alternanza di passato e presente, di ricordi e di tempo attuale, si consumail dramma di Zayna e del popolo iracheno.

Il finale è amarissimo: la protagonista torna a casa in America, apparentemente sana e salva, ma con ferite interiori probabilmente inguaribili: il senso di colpa per la morte della nonna, il dolore per i tanti commilitoni uccisi, lo strazio per un popolo sprofondato nell'inferno, la disperazione per un amore incompiuto e, soprattutto, la perdita dell'identità e della sicurezza di sé.

Zayna si sente "un cane con due case", ma non si trova a suo agio in nessuna delle due.

Dal punto di vista della lingua e del lessico, il romanzo è estremamente moderno. La lingua è un arabo snello ed elegante, semplice e scorrevole.

Anche in questo libro si assiste al fenomeno della diglossia, comune a tanta narrativa araba contemporanea: la cornice del romanzo è in arabo classico, i dialoghi sono quasi tutti in dialetto iracheno.

Nel testo sono presenti citazioni di brani di poesia araba, ma anche proverbi e detti popolari: ho scelto di rendere il dialetto in un italiano colloquiale.

Si trovano, nel testo arabo, alcuni brevi dialoghi ed espressioni in lingua inglese, quando a parlare sono i personaggi americani: ho scelto di lasciarli in inglese, rispettando la scelta dell'Autrice.