Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

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Rabi'a Jaber

Rabi'a Jaber nasce a Baaqlin in Libano nel 1972, dove frequenta le scuole primarie.
  Compie studi di Fisica all'Università Americana di Beirut.
  Oggi, è redattore del supplemento culturale  settimanale del quotidiano al-Hayat.
  Nel 1992, appena ventenne, ottiene il Critics Choise Prize per il suo primo romanzo, Sayyd al-'atma (Signore dell'ombra).
  A seguire: 
  • 1995, Shay aswad (Tè nero), che contiene alcune chiavi di lettura delle sue opere seguenti;
  • 1996, al-Bait al-Akhir (L'ultima casa), al-Farasha al-Zarqa' (La farfalla azzurra), sotto lo pseudonimo di Nur Khatir;
  • 1997, Ralf Rizqallah fi al-Mira'ah (Ralf Rizqallah nello specchio); Kuntu Amiran (Ero un principe);
  • 1998, Nazra Akhira 'ala Kin Say (Ultimo sguardo su Kin Say);
  • 1999, Yusuf al-Inglizi (Yusuf l'Inglese);
  • 2002, Rahlat al-Gharnati (La giornata dei Granadesi), tradotto in tedesco (Die Reise des Granadiners, Mentor, 2005);
  • 2003, Beirut Madinat al-'Alam (Beirut città del mondo);
  • 2005, Byretus taht al-Ard (Byretus città sotto terra) che, con la traduzione francese (Byretus, une ville sous terre, Flammarion, 2009) partecipa a Beyrut39 nel 2010;Beirut Madinat al-'Alam 2 (Beirut città del mondo 2);
  • 2006, Takrir Mehlis (Report di Mehlis);
  • 2007, Beirut Madinat al-'Alam 3 (Beirut città del mondo 3);
  • 2008, al-'Itirafat (Confessioni), Arab Cultural Centre Lebanese, nella longlist dell'International Price for Arabic Fiction (IPAF)2008-2009;
  • 2010, AMERICA, (AL-Markez al-Thaqafi al-'Arabi, Arabic Cultural Centre), nella shortlist dell'Ipaf 2009-2010.  
  Jaber è un autore importante perché fa parte di quel gruppo di scrittori libanesi, a cui appartengono tra gli altri Elias Khury, Hoda e Najwa Barakat, che si sono distinti dopo la guerra civile e i cui romanzi sono profondamente influenzati dall'esperienza del conflitto.
     
  In particolare, scrittori che, per fronteggiare e superare il male e l'odio della guerra sono ricorsi alla letteratura come unica via di uscita e di liberazione dal trauma della guerra che ha generato, negli intellettuali soprattutto, disordini interiori,smarrimento, perdita di identità manifestatisi in forma di incubi, talvolta di depressione, o addirittura  di suicidio.