Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Hind e i soldati

GIUDIZIO ESTETICO:

Questo romanzo potrebbe definirsi una storia al femminile, in cui si intrecciano tanti racconti di donne diverse:intorno a Hind, voce narrante e protagonista, scorrono le vite di altre donne, parenti, amiche, persone legate da rapporti di lavoro e di affetto.

Sullo sfondo storico dell'Arabia saudita del XX secolo e degli albori del XXI, si dipana la vicenda di quattro generazioni di donne:dalle nonne, ancora legate al mondo rurale e beduino, alle madri, che emigrano nella capitale Riyadh immergendosi  nel contesto urbano, alle figlie che si laureano, lavorano e divorziano, alle nipoti che crescono in una società in bilico tra cambiamento e tradizione. Una storia, insomma, caratterizzata da forti figure femminili, in un mondo ancora dominato dall'autorità maschile e dalla separazione dei sessi.

Un filo sottile, ma sempre visibile, collega le storie delle tante donne che appaiono nel romanzo:è il rito del caffè. Davanti a una tazzina di caffè amaro e a un piatto di datteri dolci si intessono le trame delle storie, le donne raccontano, ricordano, si confessano, rivelano i loro segreti e, quando non ne hanno, scherza l'Autrice, li inventano.

Emergono i tanti problemi e le contraddizioni vecchie e nuove della società saudita, prigioniera e come paralizzata tra venti di modernità e tradizioni medievali, tra opulenza e retaggi beduini.

In primo piano è trattata la questione femminile:le donne saudite delle nuove generazioni sono istruite, sempre più consapevoli dei propri diritti e ansiose di conquistarli, mentre gli uomini sono ancora legati, in gran parte, alla concezione tradizionale della famiglia araba, forti dell'appoggio e della solidarietà delle generazioni più anziane. Una divergenza da cui scaturisce uno scontro duro, spesso destinato a sfociare nell'incomprensione tra i sessi.

Affiora anche la questione della poligamia:al destino di seconde, terze o quarte mogli di pretendenti maturi e danarosi sembrano avviate principalmente le giovani divorziate con prole.

Tra le pagine del romanzo trapela poi la questione del terrorismo, della presenza di al-Qa'ida sul territorio, degli attentati che insanguinano il paese nel primo scorcio del nuovo millennio. Una storia, dunque, di tensioni politiche e sociali mai risolte.

Quello che emerge dalla lettura del libro è un quadro indubbiamente interessante di un paese ancora quasi del tutto sconosciuto al lettore madio, un paese fuori dagli itinerari turistici degli occidentali, volutamente isolato, apparentemente impermeabile alla cultura e ai costumi occidentali.

Il romanzo lascia intravedere un ampio spaccato della società saudita, di cui ripercorre anche la storia recente grazie alla tecnica narrativa dei falsh-back, che ci riporta indietro nel tempo con le vicende delle generazioni passate sullo sfondo della storia nazionale.

Dal mondo beduino, fatto di caccia alla gazzella e di cammelli, di bambini rapiti nel lontano Oman e venduti schiavi, il lettore è trasportato nel mondo moderno, fatto di grattacieli, di donne che reclamano i loro diritti ma anche di terrorismo e di paura, di voglia di modernità da un lato e di repressione dall'altro.

E' un libro sicuramente intrigante, trascina il lettore in un mondo lontano e misterioso, gli svela riti e tradizioni antichissimi ma anche timori e desideri universali.

Lo stile è piano e scorrevole, caratterizzato da un continuo rincorrersi e intersecarsi di passato e presente.

La lingua è un arabo classico con qualche piccola concessione al dialetto, quando parlano personaggi semplici che sarebbero incapaci di esprimersi nella lingua classica.

Il lessico è piuttosto ricercato, denota una continua scelta di sinonimi da parte dell'Autrice nonché lo sforzo di ottenere una scrittura piana e gradevole ma al tempo stesso raffinata e moderna.

GIUDIZIO EDITORIALE

Scorrevole, ben scritto, è un libro sicuramente vendibile per diversi motivi:è un romanzo a firma femminile, pur provenendo da un paese in cui alle donne è spesso ancora negata la libertà di parola; ci comunica ansie e aspirazioni del mondo arabo, polveriera che proprio in questo momento sembra destinata a esplodere; permette al lettore di gettare uno sguardo curioso in una società ancora quasi sconosciuta in Occidente. Infine è un romanzo piuttosto breve.