Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Gli amanti di Bayya

In uno sperduto paesino della Tunisia, nella regione di Alaa, la stessa zona di cui è originario l’Autore, quattro amici, ormai molto anziani, hanno l’abitudine di incontrarsi, ogni sera al tramonto, all’ombra di un ulivo secolare. Il tempo della loro vita scorre lentamente, scandito dalle cinque preghiere quotidiane, dalle chiacchiere, dalle discussioni, ma soprattutto dai ricordi, specialmente quelli più lontani. All’ombra del vecchio ulivo i quattro vegliardi, ogni sera, in ogni stagione, compiono i loro rituali, si dedicano alle abluzioni e alle preghiere, discutono della paura della morte, esorcizzandola, riesumano memorie ormai dimenticate da tutti gli altri.

La vita dei quattro amici è sconvolta dall’arrivo in paese di Bayya, una vedova tornata dalla città dopo la morte del marito, matura ma ancora bellissima e affascinante.

La presenza della donna porta lo scompiglio nel piccolo, ristretto mondo dei quattro anziani: Bayya, infatti,   risveglia iloro desideri, popola i loro sogni, riaccende fantasie ormai sopite.

Questa figura femminile, con la sua aura di seduzione, sembra, a prima vista, la protagonista del romanzo: attorno a lei, alla sua bellezza, al suo passato vero o supposto, ruotano le elucubrazioni dei quattro anziani e i pettegolezzi del paese intero.

Ma, a una più attenta analisi, Bayya non è che un pretesto, che permette ai quattro compari di introdurre nella monotonia quotidiana argomenti nuovi ed emozionanti, che li aiutano, per qualche momento, a dimenticare la malinconia della vecchiaia e ad allontanare lo spettro della morte imminente, consentendo loro, per qualche attimo, di sentirsi di nuovo uomini pieni di vita.

Il vero protagonista è forse proprio l’ulivo secolare, porto sicuro delle quattro esistenze al tramonto, testimone del vagare della memoria verso il passato perduto ma anche dell’improvviso guizzo di vitalità, porto sicuro forse anche per lo scrittore in esilio.

OSSERVAZIONI

Bellissimo romanzo, tratta il tema della vecchiaia con una vena delicata e poetica. E’ proprio la vecchiaia la protagonista del libro: la vecchiaia con il suo ritmo lento, le sue abitudini immutabili, le sue fragilità,il suo aggrapparsi ai ricordi più lontani.

Più che un romanzo di azione, questo è un romanzo descrittivo: le abitudini, le chiacchiere, iterrori, ma anche i sogni, i risvegliati desideri dei quattro protagonisti sono dipinti con grande realismo e sensibilità.

Nel sonnolento villaggio tunisino non accade proprio nulla di particolare, se si esclude il ritorno di una vedova di mezza età, capace di riaccendere il desiderio di amore nel cuore dei quattro vegliardi, a dimostrazione del fatto che, a dispetto dell’età anagrafica e degli acciacchi, l’animo umano è sempre pronto ad aprirsi alla vita che offre un’ultima chance, vera o presunta.