Narrativa e letteratura araba contemporanea

Sito personale di Federica Pistono

Brooklyn Heights

OPERE

  Rim al-barari al mustahilla (La bianca gazzella dei deserti impossibili) raccolta di racconti, 1993.
  Al-Khibà (La tenda), 1996.
  Al-Badhingana al-zarqa' (Blu melanzana), 1998
  Naqarat al-ziba' (Le orme delle gazzelle), 2003.
  Al-murtaf‘at Bruklyn (Brooklyn Hieghts), 2011, giunto nella short list dell’IPAF 2011 (Arabic Booker Prize) e vincitore del Premio Nagib Mahfuz per la Letteratura del 2011.

  OPERE TRADOTTE IN LINGUA ITALIANA

  La tenda, Napoli, Pironti, 2002.
  Blu melanzana, Milano, Frassinelli, 2004,
  Farfalle (racconto in Rose del Cairo, Roma, Ed. e/o, 2001). 

  SINOSSI

  Il romanzo racconta la storia di Hind, un’insegnante di arabo e aspirante scrittrice, che emigra dal Cairo a New York, dopo la dolorosa rottura del suo matrimonio. Arriva in America durante le elezioni del 2008, con il figlio di otto anni, tante valigie e manoscritti incompiuti.
  Sogna di cambiare, di realizzarsi come donna e come scrittrice e di  incontrare, forse, il vero amore.  Trova  una una stanza in affitto nel quartiere di Brooklyn Heights, abitato prevalentemente da immigrati.
  Mentre scopre gli angoli della nuova casa , le tornano alla mente i ricordi della sua infanzia,  del piccolo villaggio beduino sul Delta del Nilo dove è nata e cresciuta.
  Hind si ambienta nel quartiere, familiarizzando con il variopinto vicinato: conosce Emilia, che vende scarpe usate al Mercato delle pulci,  Zeinab, un’anziana donna che un tempo ha lavorato per suo  nonno, Lilith, un’egiziana di condizione agiata che ha perso la memoria,  ritrova Noha, l’amica del cuore della sua infanzia.
  Grazie ai suoi ricordi, che si confrontano e si fondono con quelli delle altre immigrate, Hind intraprende un viaggio interiore alle ricerca di se stessa.
  Attraverso il caleidoscopio di caratteri e le riflessioni della protagonista, il libro dipinge una storia intensa e commovente di spaesamento e di esilio.

  OSSERVAZIONI

  Lontano dalle luci e dal glamour che siamo abituati ad associare a New York, Brooklyn Heights è un quartiere, marginale ed emarginato, definito dalla sua stessa diversità culturale. L’autrice utilizza questa ambientazione per esplorare questioni di razza, immigrazione e identità.
  Speranza e voglia di cambiamento pervadono l’atmosfera della Grande Mela, ma la protagonista, invece di vivere il sogno americano, si ritrova catapultata nella lotta per la sopravvivenza degli immigrati e degli sfollati del suo quartiere.
  Più che un romanzo di azione, questo è un libro della memoria: la vicenda di Hind si intreccia con quelle dei personaggi che abitano  a Brooklyn Heights, mentre i ricordi della sua vita e delle vite degli altri la riportano inesorabilmente in Egitto.